Pubblicità: suolo pubblico senza gara

CONDIVIDI

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

CGARS, 22 luglio 2020, n, 646

Poiché il suolo pubblico è un bene limitato, la sua occupazione duratura a fini pubblicitari è oggetto di una concessione amministrativa.

Questo è un principio ormai consolidato, che deriva, tra l’altro, dall’applicazione della Direttiva 2006/123/CE (Bolkestein), recepita in Italia con d.lgs. 59/2010.

La direttiva Bolkestein persegue l’obiettivo di assicurare la libertà di stabilimento e di iniziativa economica in un’ottica di piena concorrenza, trasparenza e non discriminazione, e in quest’ottica esprime la necessità del rispetto dei principî di concorrenza, trasparenza, imparzialità, temporaneità, non rinnovabilità e rotazione.

Nel campo delle affissioni su suolo pubblico, la giurisprudenza italiana ha finora applicato queste regole con particolare rigore.

In particolare, da quando l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con sentenza 5/2013, ha dichiarato una preferenza per l’assegnazione degli spazi pubblici con gara, tutti i procedimenti che assegnavano gli spazi con criteri diversi (tipicamente: quello cronologico di priorità di presentazione delle istanze), se impugnati, venivano facilmente annullati.

Ma in effetti, nei piccoli comuni, dove gli spazi da allocare sono pochi e il valore della concessione è molto inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, la celebrazione della gara appare antieconomica e inutilmente aggravatrice, laddove il procedimento alternativo assicuri comunque il rispetto dei principi posti dalla Bolkestein.

Questo è il caso del piccolo comune etneo di San Giovanni La Punta, che ha previsto l’assegnazione degli spazi pubblici secondo priorità, stabilendo la non rinnovabilità delle concessioni e un limite al numero di concessioni ottenibili con un’unica istanza.

Il Tar di Catania, aderendo all’orientamento più rigoroso, aveva annullato il procedimento.

Il CGARS, in appello, con una pronuncia innovativa, ha riformato la sentenza del Tar etneo, ritenendo: “Ma, a ben vedere, anche il quadro normativo (tuttavia, non espressamente richiamato nella sentenza gravata) e, segnatamente, né la direttiva Bolkestein (direttiva CE n. 123/2006), né l’art. 16 del d.lgs. 59/2010, di recepimento, sanciscono espressamente tale obbligo. Così come, un tale vincolo non si ricava dal Codice degli appalti, che non contiene un obbligo generalizzato al ricorso alla procedura di gara per qualsiasi concessione di servizi. Con conseguente riconoscimento in capo all’amministrazione di un margine di discrezionalità nella scelta della procedura da applicare, salvo il rispetto dei principi prima richiamati, ogni qual volta il valore della concessione, come nel caso in oggetto, sia in sostanza irrisorio rispetto alle soglie di rilevanza comunitaria”.

Autore

Mauro Di Pace

Diritto amministrativo

AREE ASSOCIATE

Appalti, concessioni e sovvenzioni

Leggi altre Notizie

Marzo 3, 2021

La Corte costituzionale sulle soglie di anomalia negli appalti di lavori in Sicilia

Corte Cost. 16/2021 sull'illegittimità delle norme della regione Sicilia in materia di calcolo delle soglie di anomalia nei lavori sotto soglia
Febbraio 14, 2021

Rifiuti e ATO in liquidazione: il CGARS di nuovo sul recesso dell’ente locale dalla società partecipata

La sentenza del CGARS n. 1121/2020 annulla il provvedimento di recesso della ex provincia dalla società ATO
Novembre 8, 2020

La nullità giurisprudenziale nei bandi di gara (Adunanza Plenaria 22/2020)

La rivista Giustizia Insieme pubblica un contributo di Antonio Barone e Mauro Di Pace a commento della sentenza dell'Adunanza Plenaria n. 22/2020.
Febbraio 14, 2021

Programmazione sanitaria: apre la stroke unit a Ragusa

Nullo l'atto di programmazione regionale che aveva tolto la stroke unit da Ragusa - Tar Catania 214/2021
Febbraio 14, 2021

Laboratori privati: illegittima la tariffa obbligatoria per i c.d. “tamponi rapidi”

COVID: il Tar Palermo annulla la tariffa obbligatoria per i tamponi rapidi
Febbraio 12, 2021

Appalti: il Tar Catania sulla incompatibilità del RUP come presidente della commissione giudicatrice (art. 77 d.lgs. 50/2016)

Il Tar di Catania, con sentenza n. 372 dell'8.2.2021, ha annullato una gara per il servizio di trasporto sanitario, bandita da un'azienda ospedaliera, nella quale il RUP si era autonominato presidente della Commissione giudicatrice, in violazione dell'art. 77 del d.lgs. n. 50/2016.
Novembre 17, 2020

Webinar: “Hate speech, violenza verbale e violenza agita”

L'avv. Elena Frasca modera e coordina il webinar "Hate speech: violenza verbale e violenza agita" che si terrà il 17 novembre 2020, per parlare di questa forma di violenza che si consuma attraverso le parole, anche nei confronti delle donne